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Appello per un’Europa senza confini

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Il diritto alla libertà di movimento e il diritto a spostarsi attraverso l'area Schengen senza controlli alle frontiere sono due principi  fondamentali della cittadinanza europea. Sono tra le realizzazioni europee più popolari e più ampiamente riconosciute. Rifiutiamo che questi diritti vengano messi in discussione.

La decisione unilaterale della Danimarca di reintrodurre i controlli  doganali, così come i recenti tentativi di bloccare al confine fra Italia e Francia i migranti provenienti dalla Tunisia, hanno fatto cadere l’Europa a un livello mai così basso dalle espulsioni dei Rom da Francia e Italia la scorsa estate.

Non è più accettabile che il diritto alla libera circolazione sia minacciato dall'incapacità degli stati che hanno ratificato il Trattato di Schengen di  arrivare a una comune politica estera, di sicurezza e sociale. E non è più accettabile che questa incapacità si traduca in una pericolosa retorica populista e xenofoba che cerca di scaricare sui più deboli le cause della crisi.

La primavera araba non deve trasformarsi nella fine del sogno europeo. La reazione europea agli storici eventi dei Paesi del Nord Africa è stata quella di alzare nuovi muri e di chiudere le frontiere anche per gli  stessi cittadini europei. L'Unione Europea dovrebbe invece essere un esempio di solidarietà e di cooperazione tra i popoli e lavorare per promuovere la pace, la democrazia e la libertà.

L’ideale di un’Europa libera, unita e aperta al resto del mondo non deve essere lasciato cadere. Facciamo appello alle istituzioni nazionali ed europee, ai cittadini, ai movimenti  della società civile e ai politici di tutto il continente affinché l’Europa rilanci il processo di unione politica e non torni ad essere un continente tragico e diviso.