{"id":5448,"date":"2011-06-18T16:40:43","date_gmt":"2011-06-18T14:40:43","guid":{"rendered":"https:\/\/euroalter.local\/?p=5448"},"modified":"2011-06-18T16:40:43","modified_gmt":"2011-06-18T14:40:43","slug":"libya-interference-or-support-2-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/euroalter.com\/it\/libya-interference-or-support-2-2\/","title":{"rendered":"Libia: eccessiva ingerenza o sostegno?"},"content":{"rendered":"<p><strong>Intervista di Luigi Cascone<\/strong><br \/>\n<strong>Traduzione di Romana Rubeo<\/strong><\/p>\n<p><em>Malika Benarab-Attou \u00e8 membro della Delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb e l\u2019Unione del Maghreb arabo. Membro della Commissione per la cultura e l\u2019istruzione del Parlamento Europeo e capogruppo dei Verdi Europei \u2013 Alleanza Libera per l\u2019Europa, in seno al Parlamento stesso.<\/em><\/p>\n<p><strong>Nella crisi libica e, pi\u00f9 in generale, nelle recenti rivolte che hanno interessato l\u2019area del Maghreb, ci\u00f2 che colpisce \u00e8 l\u2019incapacit\u00e0 europea di fronteggiare tali questioni. Proprio come in Bosnia e in Kosovo, l\u2019Unione Europea sembra inadeguata ad esprimere una politica efficace sui temi della difesa dei diritti umani, persino quando le violazioni vengono perpetrate a un centinaio di chilometri di distanza.<\/strong> <strong>Come spiega tutto ci\u00f2?<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019analisi dei rapporti tra l\u2019UE e i paesi dell\u2019area Mediterranea e maghrebina, non si pu\u00f2 esulare dai fattori storici e strategici. Nell\u2019equazione nordafricana, il passato coloniale \u00e8 un elemento chiave, specialmente per la Francia. Un passato che, come oggi, \u00e8 purtroppo contrassegnato dalla preponderanza degli interessi economici, legati soprattutto allo sfruttamento e alla distribuzione di risorse energetiche derivanti da idrocarburi. Questa dimensione \u201cstrategico-economica\u201d rende difficile qualsivoglia comparazione tra gli avvenimenti che hanno interessato il Kosovo e la Yugoslavia negli anni \u201990 e quelli delle rivoluzioni arabe odierne.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ONU ha approvato una risoluzione che impone la no-fly zone, cosa ne pensa? Secondo il suo parere, come mai la comunit\u00e0 internazionale ha atteso cos\u00ec a lungo prima di condannare le atrocit\u00e0 in Libia?<\/strong><\/p>\n<p>Mi sembra evidente che il ritardo con cui la comunit\u00e0 internazionale ha risposto a questi eventi drammatici \u00e8 dettato dal trauma che i conflitti iracheno e afgano hanno generato negli Stati Uniti e nella coalizione occidentale. L\u2019Europa temeva di restare, ancora una volta, arenata per molti anni in una missione sul campo. Ad ogni modo, la risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza mi lascia alquanto perplessa. Se da un lato era assolutamente indispensabile agire per fermare il massacro di Gheddafi, non sono sicura che questa sia la migliore soluzione possibile. La guerra non \u00e8 mai la soluzione pi\u00f9 giusta.<\/p>\n<p>Il Parlamento Europeo ha riconosciuto il Consiglio Nazionale di Transizione di fronte ai governi nazionali. Questo atto politico ha notevolmente contribuito a indebolire la posizione di Gheddafi. Nello stesso tempo, l\u2019UE ha attuato rapidamente le misure previste dalla risoluzione 1970 delle Nazioni Unite: embargo sulle armi, divieto di viaggio e congelamento dei beni per i membri della famiglia di Gheddafi; in questo senso l\u2019UE si \u00e8 spinta persino oltre le misure previste dalla risoluzione. L\u2019Europa disponeva di altri mezzi per bloccare il Rais: ad esempio, a livello finanziario o commerciale, poteva bloccare qualsiasi flusso di denaro potenzialmente impiegato per finanziare i mercenari, principali responsabili dei pi\u00f9 atroci crimini. Questi mezzi di pressione non avrebbero potuto lasciare indifferente il regime di Tripoli.<\/p>\n<p>La situazione nella regione \u00e8 esplosiva: un qualsiasi errore, un passo falso, potrebbero alterare l\u2019equilibrio e le dinamiche regionali. Le migliaia di vittime della guerra civile nel corso degli anni \u201990 in Algeria, confinante con la Libia, ci ricordano come un conflitto interno possa espandersi e degenerare.<\/p>\n<p><strong>I ribelli libici hanno chiesto pi\u00f9 volte il sostegno militare dell\u2019Unione Europea per difendersi dagli attacchi aerei del governo. Anche la lega araba ha chiesto l\u2019istituzione di una no-fly zone e ci sono gi\u00e0 migliaia di vittime. In questi casi drammatici, qual \u00e8 la linea che divide il pacifismo dall\u2019indifferenza?<\/strong><\/p>\n<p>Lo ripeto: era assolutamente necessario fermare la violenza di Gheddafi contro il suo popolo, cos\u00ec come \u00e8 incontestabile la valenza del\u2019azione umanitaria. Nello stesso tempo, per\u00f2, bisogna considerare l\u2019enorme importanza che il petrolio riveste nella decisione occidentale di intervenire in Libia.<br \/>\nIl Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che prevede un sostegno concreto alla popolazione libica, combinato per\u00f2 con il divieto di qualsiasi forma di ingerenza. In politica, \u00e8 molto difficile stabilire confini netti, ma noi restiamo dell\u2019idea che si debba sviluppare una risposta in grado di sostenere la lotta legittima del popolo libico per i diritti, senza intervenire con logiche di stampo neocolonialista.<\/p>\n<p><strong>Come giudica le azioni che l\u2019UE ha intrapreso durante queste crisi? Vede delle prospettive per una politica estera comune dell\u2019Unione?<\/strong><\/p>\n<p>I movimenti rivoluzionari del Nord Africa hanno dimostrato da un lato l\u2019assenza di una reale politica estera comune dell\u2019Unione Europea: d\u2019altro canto, hanno sottolineato la necessit\u00e0 di tale politica, per consentire all\u2019Europa di agire e di rappresentare un attore credibile. Bisognerebbe istituire quanto prima il Servizio Europeo per l\u2019Azione esterna, previsto dal Trattato di Lisbona. Inoltre, sarebbe auspicabile che gli Stati membri si astenessero dall\u2019intraprendere azioni individuali, come \u00e8 avvenuto per la questione libica.<\/p>\n<p>Volendo poi ragionare in una prospettiva pi\u00f9 ampia, \u00e8 ora che i paesi europei riconsiderino la loro politica verso l\u2019area del Mediterraneo, con la quale condividiamo radici e civilt\u00e0. Se aspiriamo a ad avere un ruolo chiave in quella regione, dobbiamo attuare una politica di partenariato scevra da ipocrisie, specialmente per quanto riguarda le politiche migratorie. E\u2019 indispensabile destrutturare una linea di pensiero, che vede gli immigrati come invasori e criminali. Dobbiamo assolutamente ripensare la politica della gestione delle frontiere, per garantire una collaborazione effettiva tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.<\/p>\n<p>Questo movimento, che alcuni commentatori hanno paragonato a una primavera dei popoli arabi, ha acceso il lume della speranza per milioni di persone che vivono nell\u2019oppressione. La cacciata di Ben Ali, da parte di un popolo che afferma con forza le proprie aspirazioni democratiche, ha scatenato un processo che cambier\u00e0 per sempre la geopolitica del Medio Oriente. In questo momento delicato, l\u2019Unione Europa dovrebbe sostenere il movimento per le libert\u00e0, aiutando i popoli nel difficile cammino della transizione democratica e sorvegliando affinch\u00e9 non si instaurino nuovi regimi autoritari al posto di quelli cacciati con enormi difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Quello che stiamo vivendo \u00e8 un momento storico. L\u2019Europa non pu\u00f2 limitarsi esclusivamente ai bombardamenti e alla chiusura delle frontiere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista di Luigi Cascone Traduzione di Romana Rubeo Malika Benarab-Attou \u00e8 membro della Delegazione per le relazioni con i Paesi del Maghreb e l\u2019Unione del&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-5448","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-european-alternatives"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Libia: eccessiva ingerenza o sostegno? - European Alternatives<\/title>\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/euroalter.com\/libya-interference-or-support-2-2\/\" \/>\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\n<meta property=\"og:title\" content=\"Libia: eccessiva ingerenza o sostegno? 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