Best di European Alternatives in 2018

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Cosa abbiamo realizzato nel 2018?

La fine dell’anno è sempre tempo di bilanci ed è arrivato anche per noi il momento di guardare a ciò che abbiamo realizzato nel 2018, sia a livello locale che a livello istituzionale. Il 2018 è stato un anno molto intenso, non solo per noi come organizzazione, ma per l’Europa e il mondo in generale: abbiamo visto l’estrema destra andare al governo in Brasile, entrare nel Parlamento dell’Andalusia e governare in coalizione in Italia; abbiamo visto il Regno Unito affrontare gli ostacoli dovuti alla Brexit di Theresa May e abbiamo osservato il crescente razzismo in tutto il continente. Ma abbiamo anche avuto testimonianza delle donne che si sono mobilitate a livello globale in difesa dei loro diritti riproduttivi, abbiamo visto donne musulmane, Native Americane e candidat* LGBTQ al Congresso degli Stati Uniti per la prima volta nella storia, e abbiamo anche visto oltre 240.000 cittadini e cittadine uniti_e nelle strade di Berlino contro l’ascesa dell’estrema destra.

Di fronte all’ascesa globale dell’estrema destra, basata sulla paura e sull’odio, dare una risposta credibile e sostenibile, fondata sulla protezione dei diritti umani, dipende dalla nostra capacità di organizzarci oltre i confini. Questo è stato il nostro contributo (in breve!) nel 2018:


1. Citizens of Nowhere: come salvare l’Europa da se stessa

Nel 2018 i co-fondatori di EA, Lorenzo Marsili e Niccolò Milanese, hanno pubblicato un libro con ZED Books, che è allo tempo stesso un racconto dell’esperienza dell’attivismo e un manifesto per il cambiamento. Analizzando i modi in cui neoliberismo, nazionalismo e confini si intrecciano, Marsili e Milanese sostengono che siamo al centro di una grande trasformazione globale, per cui siamo diventati tutti “Citizens of Nowhere” – cittadini del nessun posto in particolare. In definitiva, gli autori sostengono che solo organizzandosi in un nuovo partito politico transnazionale i Citizens of Nowhere potranno lottare efficacemente affinché questa utopia possa trasformare il mondo.

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2. Innovando Talk Real

Abbiamo anche cambiato il formato dei nostri episodi di Talk Real, aggiungendo una struttura più dinamica che combina interviste, vox-pop e discussioni con diversi attori e attivisti sul campo.

3. Aumentando la nostra presenza nei media

Quest’anno i nostri articoli e interviste sono stati pubblicati su Al-Jazeera, The Guardian, Publico (Portogallo), The Nation e molti altri. Siamo stati invitati anche a talk show nazionali sulla televisione pubblica in Italia (LA 7) e in Germania (Phoenix TV).

4. ‘What Comes after the nation state?’

Nel settembre 2018 abbiamo organizzato, in collaborazione con il Festival Internazionale della Letteratura di Berlino, un Congresso ricco di dibattiti e formati artistici e con esperti da tutta Europa, come Ulrike Guérot, Gesine Schwan, Manuela Bojadzijev, Sivan Ben Yishai, Ann Pettifor, Mehdi Moradpour, Brett Scott, Harald Schumann, Tithi Bhattacharya e molti altri.

 

  1. Contrastare il discorso d’odio e agire per la libertà di movimento

Quest’anno abbiamo anche organizzato il nostro Campus biennale a Firenze. Il Campus di European Alternatives 2018 ha aperto uno spazio per lo scambio, la riflessione e le azioni sia per i partecipanti alla Summer School che per i partecipanti ai nostri training ACT4FreeMovement​ e Countering Hate and Far Right Radicalism in Central and Eastern Europe​. In aggiunta ai workshop, le conferenze di approfondimento sono state tenute da Donatella Della Porta, esperta in studi dei movimenti sociali; Jennifer Earl, esperta di movimenti giovanili in America e Philippe Van Parijs, esperto in giustizia sociale.

6. Ritorno alle Americhe

Con il nostro progetto Co-Creation nel 2018 abbiamo anche trascorso due mesi a Rio de Janeiro (Brasile) e in Messico. Il progetto mira ad affrontare lo svantaggio urbano e la stigmatizzazione del territorio, riunendo diversi attori come ricercatori, politici, residenti e artisti, per ‘co-creare’ una comprensione dei quartieri emarginati e per affrontare lo svantaggio. Per saperne di più sul progetto e alcune riflessioni sui nostri giorni in Brasile, potete leggere qui e qui.


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