Dopo la vittoria di Macron: è il momento di mettersi al lavoro

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  • Teniamo a mente che l’ideologia del Front National rifiuta di base valori fondamentali, come la libertà, l’apertura e la solidarietà, per i quali Macron ha dimostrato rispetto e che difende. 

  • Ogni volta che pensiamo fuori dagli schemi per sfidare lo status quo porteremo la presidenza di Macron verso gli ultimi spasmi di un sistema che sta morendo. 


Emmanuel Macron è stato eletto nuovo Presidente francese, con il 66.1% dei voti, contro il 33.9% di Marine Le Pen. A Roma, Berlino, Londra e Leipzig abbiamo seguito da vicino i risultati delle elezioni e organizzato dibattiti sul futuro della Francia e il suo ruolo nel quadro europeo. Accogliamo con piacere la vittoria di Macron sull’estrema destra. Anche se la sua candidatura e le sue politiche sono creazioni dall’alto delle elites politiche ed economiche, ricordiamoci che l’ideologia del Front National rigetta di base valori fondamentali come la libertà, l’apertura e la solidarietà, per i quali Macron ha mostrato rispetto e che difende. Non dobbiamo dimenticarci che per questi valori ci si è battuti a costi enormi nella storia recenti, e che devono essere continuamente difesi e promossi. 

Mentre ci congratuliamo con Emmanuel Macron e il suo movimento appena nato En Marche! per questa vittoria elettorale, osserviamo in maniera critica i suoi primi passi al potere e le nuove politiche che metterà in campo nei prossimi mesi. Le sfide sono immense, dato che Macron deve ancora raggiungere la maggioranza nelle elezioni legislative il prossimo mese per riuscire a portare avanti il suo manifesto elettorale. Un manifesto che non è particolarmente supportato in Francia, in quanto il 43% dei votanti in suo favore lo hanno scelto solo per poter battere l’estrema destra, non per una convinzione che possa trasformare radicalmente la democrazia e rappresentare l’interesse dei più vulnerabili. 

Macron oggi ha una responsabilità importante: c’è un tempo limitato per trasformare un sistema economico e democratico che sta deludendo su tutti i fronti un numero sempre maggiore di persone in Francia, in Europa e in un numero sempre maggiore di paesi in tutto il mondo. 

Macron ha oggi una responsabilità importante: c’è un tempo limitato per trasformare un sistema economico e democratico che sta deludendo su tutti i fronti un numero sempre maggiore di persone in Francia, in Europa e in un numero sempre maggiore di paesi in tutto il mondo. A questo punto, ogni volta che pensiamo fuori dagli schemi e che sfidiamo lo status quo porteremo la presidenza di Macron un passo più vicino all’ultimo spasmo di un sistema sul punto di morire. L’economia europea richiede un ripensamento urgente fuori dall’austerità, e c’è il pericolo che il suo programma risulti nella ripetizione di politiche economiche e sociali già fallite in passato. 

Questa elezione conferma altrettanto che il pericolo del nazionalismo è ancora molto vivo. Un quarto degli aventi diritto al voto hanno scelto Marine Le Pen, confermando in maniera chiara una stabilizzazione dell’estrema destra nel paese e una crescita dei partiti di estrema destra nel continente. Macron deve riuscire a dare voce e ascolto alle minoranze, ai migranti e ai rifugiati e deve prendere misure positive per la loro protezione in momenti in cui il discorso d’odio e i crimini d’odio sono in ascesa in Europa. Oggi più che mai è importante continuare a denunciare la normalizzazione dei discorsi razzisti e xenofobi in Francia come ovunque in Europa per impegnarsi in una lotta contro i movimenti di estrema destra.

I movimenti, partiti e candidati dal basso devono stabilire il tono della politica in Francia e in Europa sviluppando politiche di alternativa forti che possano minare al neoliberismo e contrattaccare verso il nazionalismo. 

I movimenti, partiti e candidati dal basso devono stabilire il tono della politica in Francia e in Europa sviluppando politiche di alternativa forti che possano minare al neoliberismo e contrattaccare verso il nazionalismo. Il lavoro dei cittadini attivi, dei movimenti sociali e dei gruppi di pressione come anche dei partiti di opposizione sarà fondamentale nei prossimi mesi. Come la mette Hannah Arendt:”Politicamente, chi sceglie il male minore dimentica troppo in fretta che sta scegliendo il male…”. Noi non dobbiamo dimenticarlo. Il vero lavoro, per tutti, comincia oggi.


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