Libertà di stampa in Turchia

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I media e la democrazia in Turchia sono sotto attacco, così allontanando ancora il paese dai diritti umani e dall’Europa. Per anni, diversi giornalisti sono stati sospesi per aver protestato contro il governo. Il Frankfurter Allgemein Sonntagszeitung domenica scorsa parlava di un report della Commissione Europea sui progressi della Turchia verso l’adesione all’Unione Europea come stato membro riporta “problemi con la libertà di stampa e l’indipendenza della magistratura”.

La scorsa settimana il governo turco ha annunciato un piano per reintrodurre la pena di morte nel paese, una minaccia continuamente riproposta dal dittatore Recep Tayyip Erdogan negli ultimi anni. In seguito a questo avvenimento, il caporedattore e l’editorialista del Cumhuriyet, giornale più antico della Turchia conosciuto per il suo sguardo critico verso il governo, sono stati arrestati. Giovedì notte, Selahattin Demirtas, leader carismatico del partito filocurdo HDP, e Figen Yuksekdag co-leader del partito sono stati arrestati insieme ad altri dieci deputati curdi.

La libertà e il pluralismo dei media sono sotto continua minaccia in molte parti d’Europa, ma il caso della Turchia, la velocità alla quale il governo sta minando ai diritti fondamentali e smantellando le istituzioni democratiche ha colto i cittadini turchi di sorpresa, dandogli nessuna scelta se non il silenzio. Molti giornalisti turchi sono stati arrestati e moltissimi mezzi di informazione sono stati chiusi sin dal fallito golpe del 15 Luglio. Più di 110 000 giudici, insegnanti, poliziotti e funzionari pubblici sono stati detenuti o sospesi senza possibilità di accedere alla giustizia e fermando ogni tipo di opposizione legittima. Lunedì centinaia di persone si sono riunite davanti al quartier generale del giornare Istanbul per protestare contro l’arresto dei giornalisti.

La democrazia richiede la partecipazione attiva dei cittadini. I media giocano un ruolo centrale nelle nostre democrazia, tenendo i cittadini informati e impegnati ad essere attivi e dare forma a una visione critica del mondo e della politica. I media, in quanto garanti dell’interesse pubblico, devono essere difesi.

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