{"id":7484,"date":"2014-10-28T17:34:08","date_gmt":"2014-10-28T16:34:08","guid":{"rendered":"https:\/\/euroalter.local\/?p=7484"},"modified":"2014-10-28T17:34:08","modified_gmt":"2014-10-28T16:34:08","slug":"chi-siamo-noi-i-cittadini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/euroalter.com\/fr\/chi-siamo-noi-i-cittadini\/","title":{"rendered":"Chi siamo noi, i cittadini?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Traduzione di Roberto Carloni<br \/>\nArticolo di Saskia Sassen,\u00a0<em>Columbia University<\/em><br \/>\n<em> <a href=\"www.saskiasassen.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">www.saskiasassen.com<\/a><\/em><\/p>\n<div id=\"attachment_7040\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/euroalter.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Sassen-image-Khaki.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-7040\" class=\"size-medium wp-image-7040\" alt=\"Saskia Sassen\" src=\"https:\/\/euroalter.com\/wp-content\/uploads\/2014\/09\/Sassen-image-Khaki-300x202.jpg\" width=\"300\" height=\"202\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-7040\" class=\"wp-caption-text\">Saskia Sassen<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ritengo che la cittadinanza sia come un accordo incompiutamente razionalizzato stipulato tra i soggetti giuridici e lo Stato. \u00c8 nell&#8217;incompletezza della cittadinanza che risiede la sua possibilit\u00e0 di avere una vita lunga e mutevole. Esiste un ampio margine di manovra che permette di creare e ricreare la definizione di &#8220;cittadino&#8221;, anche per coloro &#8220;che non ne fanno parte&#8221;, siano essi stranieri provenienti da fuori o stranieri residenti in un dato paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al giorno d&#8217;oggi, il concetto di cittadinanza \u00e8 in crisi. Tuttavia, possiamo e dobbiamo attribuirgli un nuovo significato attingendo dal suo lungo passato e tenendo conto delle condizioni attuali. Si tratta di un compito arduo, poich\u00e9 stiamo assistendo a massicce ristrutturazioni che vanno ben al di l\u00e0 delle esclusioni sociali e che spesso sfociano in espulsioni drastiche: o si \u00e8 dentro o si \u00e8 fuori. Chi sta ottenendo nuovi diritti nel mondo di oggi? Nel corso degli ultimi trent&#8217;anni, sono state per lo pi\u00f9 le multinazionali. Inoltre, le nuove \u00e9lite globali non devono nemmeno essere cittadini formali per andare dove vogliono e ottenere ci\u00f2 che desiderano. Tuttavia noi, cittadini normali, abbiamo perso diritti, con rare eccezioni parziali. D\u2019altra parte, nonostante molti immigrati sianocittadini provenienti da un determinato paese (circa il 3% sono apolidi), vengono trattati come se fossero una comunit\u00e0 di alieni senza diritti. Inoltre, numerosi migranti vengono espulsi dai loro paesi d\u2019origine, in particolare a causa del land grabbing perpetrato da imprese statunitensi, europee e asiatiche, proprio quei paesi nelle cui grinfie finiscono spesso i migranti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sintesi, c&#8217;\u00e8 molto lavoro da fare. Infattiogni giorno vengono avviate nuove iniziative: sappiamo che dovremo lottare per rendere il mondo un posto migliore.Guardando alla storia dell&#8217;Occidente, spesso \u00e8 stato grazie agli outsiders se siamo riusciti a estendere i nostri diritti. \u00c8 stato merito loro se l&#8217;istituzione della cittadinanza \u00e8 stata sottoposta a nuovi tipi di rivendicazione in diverse epoche e differenti zone geografiche &#8211; dai proletari dell&#8217;Inghilterra dei XIX secolo che richiedevano il diritto di cittadinanza, alla comunit\u00e0 LGBT che nel 2000 lottano per ottenere gli stessi diritti degli altri cittadini. Le donne, le minoranze, i richiedenti asilo e i migranti hanno contribuito ad estendere i diritti di tutti i cittadini su traiettorie multi-generazionali. L&#8217;operato degli impotenti ha delle tempistiche molto pi\u00f9 lente rispetto a quello dei potenti, i quali possono afferrare e distruggere rapidamente ci\u00f2 che vogliono. Eppure, le richieste di estendere l&#8217;inclusione da parte degli &#8220;outsider&#8221; rafforzano l&#8217;istituzione della cittadinanza quando vengono ascoltate. Sebbene sia raro che essi ottengano nuovi poteri nel corso di tale processo, la loro impotenza ha acquisito una dimensione pi\u00f9 complessa, poich\u00e9 hanno contribuito a fare la storia e la politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi il significato stesso di &#8220;stato nazionale&#8221; e &#8220;appartenenza nazionale&#8221; sta diventando instabile. Entrambe le realt\u00e0 neutralizzano il concetto di \u201cnazionalit\u00e0\u201d o lo trasformano in una passione viscerale \u201cpre-politica\u201d (uso questo termine perch\u00e9 la politica \u00e8 volta a superare e a mediare le pulsioni viscerali). I confini tradizionali del moderno sistema interstatale sono diventati e continuano a essere un elemento critico e distintivo per l&#8217;appartenenza nazionale, nonch\u00e9 un fattore chiave per il dibattito sulla migrazione, all\u2019interno del quale non viene affrontato in maniera esauriente il tema dei confini interstatali tradizionali, con tutte le sue varianti a livello pratico e formale. Al contrario, sta diventando sempre pi\u00f9 un mero elemento inserito nel pi\u00f9 ampio contesto operativo della mobilit\u00e0 umana, il quale ha iniziato ad acquisire importanza a partire dagli anni &#8217;80 ed \u00e8 caratterizzato da una crescente divergenza tra migranti poveri e di alto livello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un elemento innovativo \u00e8 costituito dalla proliferazione dei visti speciali che consentono alle imprese di assumere un determinato tipo di lavoratore migrante, i cosiddetti &#8220;professionisti stranieri&#8221;. Questi permessi hanno creato nuovi ostacoli per la maggior parte dei migranti.<\/p>\n<div id=\"attachment_4775\" style=\"width: 990px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/euroalter.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/whodoeseuropebelongto-pic.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-4775\" class=\"size-large wp-image-4775\" alt=\"whodoeseuropebelongto pic\" src=\"https:\/\/euroalter.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/whodoeseuropebelongto-pic-1024x682.jpg\" width=\"980\" height=\"652\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-4775\" class=\"wp-caption-text\">A. Zanoli &#8221;A chi apartiene l&#8217;europa?&#8221; Ljubljana, Slovenia<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il negoziato GATS &#8211; Modalit\u00e0 4 concede ai lavoratori, quando vengo assunti da un&#8217;azienda straniera, la trasferibilit\u00e0 di alcuni diritti formali che vengono riconosciuti in tutti i paesi firmatari. Ci\u00f2 contribuisce a creare un soggetto privilegiato con diritti portatili. Dovremmo ispirarci a tale processo, in quanto si tratta di una possibilit\u00e0 che non viene presa in considerazione nella maggior parte dei dibattiti sulla migrazione. Il punto di partenza dovrebbe essere che la maggior parte dei migranti \u00e8 costituita da cittadini di un determinato paese, un fatto dimenticato nel linguaggio dell&#8217;illegalit\u00e0. <strong>Non esiste un essere umano \u201cillegale\u201d<\/strong>.\u00a0Pertanto, la sfida consiste nel rendere trasferibili alcuni dei diritti fondamentali, come accade nel caso dei professionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al giorno d\u2019oggi, la cittadinanza o l&#8217;appartenenza formale a uno Stato ha poco significato per la classe mobile degli ultra-ricchi, poich\u00e9 non ne ha bisogno per ottenere l&#8217;accesso a territori nazionali esteri. Lo stesso vale anche per la classe stanziale dei nullatenenti, per la quale la cittadinanza sta cominciando a valere sempre meno: conferisce pochi diritti e rappresenta a malapena una piattaforma per far valere le proprie richieste. Il fatto che la xenofobia coesista con la denazionalizzazione parziale dell&#8217;appartenenza politica nel caso dei cittadini pi\u00f9 ricchi \u00e8 indicativo della qualit\u00e0 arbitraria delle nostre politiche? Dovremmo cercare di definire questa arbitrariet\u00e0 in quanto \u00e8 fonte di informazioni preziose.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In passato, le ragioni e le origini della migrazione erano differenti da quelle odierne. Tuttavia, \u00e8 un dato di fatto che tutti i principali paesi europei sono stati oggetto di flussi migratori nel corso dei secoli. La demografia storica dimostra che la maggior parte degli Stati nazionali europei ha &#8220;integrato&#8221; stranieri alla popolazione autoctona. Possiamo dunque imparare qualcosa da queste storie di micro-integrazione che spesso convivono con episodi di violenza xenofoba?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019odio e gli attacchi nei confronti degli immigrati si sono verificati in ciascuna delle principali fasi di immigrazione in tutti i paesi dell&#8217;Europa occidentale (Sassen 1999). In seguito a un&#8217;attenta indagine, nessun paese che riceve forza lavoro esce con la fedina penale pulita. I lavoratori francesi hanno ucciso i loro colleghi italiani nelle miniere di sale nel 1800 e si sono rifiutati di collaborare con i lavoratori tedeschi e belgi assunti per realizzare il piano di ricostruzione di Parigi creato da Haussmann. In entrambi i casi, hanno addotto come pretesto il fatto che gli stranieri fossero &#8220;cattolici sbagliati\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La storia e la demografia insegnano che coloro che hanno lottato per l&#8217;integrazione hanno raggiunto i loro obiettivi nel lungo periodo, anche se solo in parte. Il &#8220;cattolico sbagliato&#8221; dell&#8217;Europa di ieri \u00e8 tuttora presente, ma ha assunto nuove identit\u00e0: neri, musulmani e cos\u00ec via. Ma ci\u00f2 che il passato mette in luce \u00e8 che siamo degli sciocchi se pensiamo che le differenze di fenotipo, religione e cultura siano degli ostacoli insormontabili. I lavoratori migranti belgi e tedeschi che erano visti nella Parigi del 1800 come &#8220;i cattolici sbagliati&#8221; sono i migranti africani e musulmani dell&#8217;era attuale?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L&#8217;appartenenza sociale \u00e8 un processo che richiede tempo, sforzi e non conferisce necessariamente diritti formali. Tuttavia, alla fine, pu\u00f2 portare all\u2019attribuzione di significati pi\u00f9 formali al concetto di appartenenza. Nelle loro espressioni migliori, le nostre diversit\u00e0 e il fatto di essere stranieri confluiscono in dinamiche che vedono questa complessit\u00e0 di appartenenza e la sua inevitabile incompletezza come elementi positivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Traduzione di Roberto Carloni Articolo di Saskia Sassen,\u00a0Columbia University www.saskiasassen.com Ritengo che la cittadinanza sia come un accordo incompiutamente razionalizzato stipulato tra i soggetti giuridici&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":7040,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[109,93],"class_list":["post-7484","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-european-alternatives","tag-democracy-it","tag-migration-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Chi siamo noi, i cittadini? 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