{"id":4816,"date":"2014-05-21T11:56:56","date_gmt":"2014-05-21T09:56:56","guid":{"rendered":"https:\/\/euroalter.local\/?p=4816"},"modified":"2014-05-21T11:56:56","modified_gmt":"2014-05-21T09:56:56","slug":"le-elezioni-e-tutto-cio-che-segue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/euroalter.com\/fr\/le-elezioni-e-tutto-cio-che-segue\/","title":{"rendered":"Le elezioni e tutto ci\u00f2 che segue"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/euroalter.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/change-around-the-corner1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter  wp-image-4747\" alt=\"change around the corner\" src=\"https:\/\/euroalter.com\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/change-around-the-corner1.jpg\" width=\"576\" height=\"386\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il prossimo Parlamento Europeo deve diventare il perno di una nuova struttura democratica per l\u2019Europa.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 alcun dubbio che il Parlamento Europeo ricopra un ruolo importante e al tempo stesso unico all\u2019interno del sistema democratico europea. Il dibattito sull\u2019inutilit\u00e0 del parlamento ha ormai perso di credibilit\u00e0: sin dall\u2019adozione del Trattato di Lisbona, il Parlamento, congiuntamente al Consiglio europeo, ha preso decisioni in quasi tutte le aree riguardanti la politica comunitaria. Quest\u2019istituzione ha, inoltre, giocato un ruolo fondamentale in determinati ambiti, ergendosi a difesa dei diritti dei cittadini laddove nessun altro parlamento del mondo aveva osato farlo: con l\u2019introduzione di una serie di clausole a tutela dei diritti fondamentali nell&#8217;accordo SWIFT con gli Stati Uniti d\u2019America sui trasferimenti bancari internazionali e il rifiuto rispetto al Trattato anticontraffazione ACTA sui diritti di propriet\u00e0 intellettuale, il Parlamento europeo, nel corso dell\u2019ultima legislatura, si \u00e8 adoperato laddove i parlamenti nazionali si sono rifiutati di agire, con conseguenze a livello globale. In altri ambiti di sua competenza, il Parlamento uscente \u00e8 stato decisamente deludente: ad esempio, con l\u2019approvazione di un bilancio europeo mal strutturato e, per la prima volta nella storia dell\u2019Europa, con budget ridotto, il Parlamento non \u00e8 stato in grado di utilizzare appieno i propri poteri per opporsi agli interessi concorrenziali delle singole nazioni all\u2019interno del Consiglio, a beneficio del bene comune europeo. Dunque, il Parlamento non \u00e8 stato inutile, ha solo fallito nell\u2019esercitare pienamente il proprio potere, ma una maggioranza differente potrebbe agire in modo diverso in futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tuttavia, indipendentemente dalla discussione su come abbia esercitato i propri poteri formali vigenti, l\u2019attuale Parlamento non \u00e8 stato in grado di difendere la democrazia all\u2019interno dell\u2019Unione Europea. Nel contesto della pi\u00f9 grande crisi economica e sociale affrontata dall\u2019Europa in questi ultimi sessant\u2019anni, al Consiglio europeo, e pi\u00f9 precisamente ai pi\u00f9 importanti capi di governo all\u2019interno del Consiglio, \u00e8 stato permesso di definire l\u2019agenda pubblica e legislativa, andando non solo a minare il principio costituzionale secondo cui la Commissione debba detenere l\u2019esclusivit\u00e0 delle iniziative legislative come garante dell\u2019interesse comune dell\u2019Unione europea, ma anche a risvegliare la competitivit\u00e0 tra le nazioni nell\u2019opinione pubblica europea, e a condurre a decisioni politiche dannose, che hanno intaccato la fiducia dei cittadini nella politica e nei sui rappresentanti in generale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Emergenza istituzionalizzata: la necessit\u00e0 di un accordo costituzionale che abbia inizio con il Parlamento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019affrontare la crisi economica, le istituzioni europee hanno creato una struttura attualmente assai antidemocratica, nella quale le decisioni cruciali riguardanti il futuro economico delle singole nazioni vengono prese lontano dagli occhi dell\u2019opinione pubblica, e l\u2019austerit\u00e0, cos\u00ec come la tutela dei Paesi in disavanzo, \u00e8 parte di un sistema nel quale diventa impossibile trovare un\u2019intesa comune sui bilanci per gli investimenti e i trasferimenti fiscali: la responsabilit\u00e0 di tutto questo \u00e8 in parte del Parlamento, che dovrebbe essere la sede ideale dove prendere tali decisioni. Per questo motivo, \u00e8 comprensibile che alcuni commentatori si lamentino del fatto che, nel contesto di questa \u201crivoluzione dall\u2019alto\u201d, il Parlamento Europeo possa apparire come l\u2019unica istituzione eletta democraticamente all&#8217;\u2019interno degli organi europei quando in realt\u00e0 agisce come una sorta di \u201cfacciata democratica\u201d, in un sistema che ha tendenze profondamente antidemocratiche. La richiesta di un nuovo accordo istituzionale che ponga la democrazia al centro del processo decisionale in Europa deve essere un imperativo del nuovo Parlamento per ristabilire la propria credibilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I parlamentari europei potrebbero attribuire la colpa a una Commissione europea debole, ma anche il Parlamento \u00e8 responsabile di aver chiesto conto alla Commissione, anche approvando la nomina dei commissari, in seguito a sedute di scrutinio. Questa volta possiamo auspicare che ci possa essere un cambiamento nel rapporto tra Parlamento, Commissione e Consiglio, qualora venisse nominato uno degli \u201cSpitzenkandidats\u201d (capilista) indicati dai raggruppamenti politici per la presidenza della Commissione. Dopotutto i diversi partiti politici, se avessero voluto, avrebbero potuto proporre i propri candidati, come \u00e8 successo in queste ultime elezioni; \u00e8 solo che i socialisti hanno deciso di non farlo per non venire meno a un accordo con il PPE (Partito Popolare Europeo), in base al quale Martin Schulz sarebbe diventato presidente del Parlamento, mentre i Verdi hanno corso nella lista \u201cNo a Barroso\u201d, che era destinata a fallire per mancanza di altri candidati. Possiamo sperare e pretendere che il clamore che ha accompagnato la procedura in questa occasione permetta che non si verifichino accordi sottobanco che andrebbero a minare ancor di pi\u00f9 la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La crisi della fiducia: l\u2019Europa deve essere in prima linea per ristabilire la fiducia nella politica<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quella della fiducia nelle istituzioni \u00e8 una questione cruciale nell\u2019attuale congettura storica, e il modo in cui viene affrontata dai leader politici determiner\u00e0 la direzione democratica o totalitaria che prender\u00e0 l\u2019Europa negli anni a venire. Il sondaggio dell\u2019Eurobarometro pubblicato nell\u2019aprile 2013 mostra come la fiducia nelle istituzioni europee sia crollata a livelli minimi storici, passando dal 57% del 2007 al 31% attuale. Ci\u00f2 che sistematicamente attira meno l\u2019attenzione \u00e8 il fatto che la fiducia nei governi nazionali e nei parlamentari sia stata costantemente pi\u00f9 bassa di quella nelle istituzioni dell\u2019UE nell\u2019ultimo decennio, attestandosi attualmente al 25%, per quanto riguarda i parlamenti nazionali, e al 23% per i governi nazionali. L\u2019affluenza alle prossime elezioni europee senza dubbio toccher\u00e0 i minimi storici, ma la tendenza \u00e8 la stessa delle elezioni nazionali. Non si tratta di una cronaca sulle istituzioni europee ma una fase nella storia della democrazia europea in generale. Dalle statistiche si potrebbe anche evincere che le istituzioni europee siano maggiormente in grado di affrontare questa crisi rispetto alle istituzioni nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per\u00f2 essere prudenti riguardo alle statistiche sulla fiducia nelle istituzioni. Il fatto che i cittadini europei possano essere critici e stanchi dei politici \u00e8 una cosa positiva, ma quando si indaga sulla fiducia nelle istituzioni inevitabilmente si diffondono alcune idee sui politici che lavorano per quelle istituzioni. Ma tali bassi livelli di fiducia sono chiaramente una minaccia alla sopravvivenza delle istituzioni stesse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 votare per istituzioni di cui non ci si fida? Gli appelli al dovere civico o all\u2019\u201cesercizio del diritto di esprimere la propria opinione\u201d da parte di politici, istituzioni e associazioni sono, in questo contesto, probabilmente contro-producenti: innanzitutto, non offrono alcuna risposta al problema della fiducia; inoltre non riconoscono che l\u2019astensionismo possa essere un atto politico, soprattutto in un sistema dove le schede nulle non vengono conteggiate e \u201cnessuno dei candidati\u201d non costituisce un\u2019opzione valida. La realt\u00e0 \u00e8 che le istituzioni \u201crappresentative\u201d in Europa non possono ignorare l\u2019astensione di coloro che o non si sentono sufficientemente incentivati a partecipare alle elezioni o, per ragioni personali, si rifiutano di legittimare attraverso il voto le attuali istituzioni. Molti studi mostrano come non ci sia un disinteresse per la politica da parte dei cittadini, i quali, anzi, sono spesso desiderosi di partecipare in prima persona, ma le opzioni di partecipazione non corrispondono a quelle auspicate. Inoltre, i cittadini esigono che la democrazia europea non venga ridotta a una votazione ogni cinque anni, ma esista un continuo dialogo tra i cittadini e coloro incaricati di prendere le decisioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste crisi di fiducia nelle istituzioni politiche potrebbero prendere quattro direzioni diverse: un ritorno o un aumento della fiducia nelle istituzioni attraverso un cambiamento istituzionale decisivo; il culto di una personalit\u00e0 che prevalga sulle istituzioni; una risposta conservativa che si allontani da quelle istituzioni per avvicinarsi a un accordo dal passato (immaginario), in teoria, pi\u00f9 favorevole o uno scenario rivoluzionario in cui le istituzioni siano sovvertite e sostituite da nuovi regimi di legittimazione. Il rischio ora \u00e8 che le voci pi\u00f9 forti nella politica europea per i cittadini siano rappresentate attualmente dai conservatori di estrema destra, che invocano il ritorno di un vecchio ordine nostalgico, mentre i partiti tradizionali difendono lo status quo o, come spesso accade, fanno concessioni alla destra xenofoba. In tale contesto l\u2019astensione, se rimane cos\u00ec com\u2019\u00e8 e non si trasforma in altri tipi di azione democratica, tende ad amplificare ancor di pi\u00f9 la voce dell\u2019estrema destra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Coloro che invocano un cambiamento radicale nel funzionamento istituzionale dell\u2019Unione Europea per creare una nuova legittimit\u00e0, a malapena vengono notati e questo in parte \u00e8 dovuto al fatto che essi spesso finiscono per essere sopraffatti dal prevalere delle logiche nazionali dei maggiori partiti e dell\u2019estrema destra: le logiche nazionali dei grandi partiti, che sono strutturati in modo da ricercare il potere principalmente nei contesti nazionali, nonch\u00e9 assecondare i leader nazionali, e gli interessi nazionali dell\u2019estrema destra come parte di una nostalgia xenofoba (\u00e8 presente anche un forte nazionalismo, in buona parte dell\u2019estrema sinistra, che risulta meno dannoso solo perch\u00e9, nella congettura attuale, \u00e8 meno percepibile).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le comunit\u00e0 di interesse comune e solidariet\u00e0 tra le persone stanno di fatto aumentando in tutta Europa in maniera per lo pi\u00f9 invisibile ai principali partiti politici e ai media tradizionali, e la crisi economica ha accelerato questo processo (mentre la storia dei media \u00e8 sempre stata caratterizzata dalla tendenza opposta di divisione). Queste comunit\u00e0 europee di interesse comune non sono contraddistinte da logiche d\u2019azione nazionali e, di conseguenza, attualmente non hanno la possibilit\u00e0 di esprimersi all\u2019interno delle attuali istituzioni o dei principali partiti politici: sono, tuttavia, un segnale positivo che indica la nascita di un mondo nuovo, dove le nuove strutture istituzionali vengono lasciate indietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Le elezioni e tutto ci\u00f2 che ne consegue<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da questa situazione si possono trarre almeno quattro conclusioni relative alle elezioni e all\u2019azione politica successiva:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per prima cosa, \u00e8 di vitale importanza che coloro che saranno incaricati di prendere le decisioni capiscano che le attuali politiche di austerit\u00e0 stanno dividendo l\u2019Europa e minando la fiducia nelle istituzioni, e che quest\u2019ultima \u00e8 una precondizione per la sopravvivenza delle istituzioni stesse, se fondate sulla democrazia. Dovr\u00e0 esserci un netto allontanamento dalle decisioni prese negli ultimi cinque anni, che hanno provocato la miseria sociale e hanno spinto la gente a parlare di generazione sacrificata. In primo luogo si tratta di una questione politica e non istituzionale. Tuttavia, \u00e8 molto probabile che, affinch\u00e9 vengano messe in atto politiche migliori, pi\u00f9 socialmente eque e progressiste su una base stabile e democratica in tutta Europa (e non come \u201cmisure di emergenza\u201d), debbano prodursi innanzitutto delle modifiche costituzionali, per conferire alle istituzioni europee maggiori poteri e fornire garanzie rispetto al fatto che le decisioni riguardanti l\u2019esercizio di tali poteri vengano prese in modo tale da assicurare la protezione del bene comune in Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In secondo luogo, si ritiene urgente un cambiamento istituzionale che assicuri l\u2019unit\u00e0 e la trasparenza del processo decisionale europeo. Esso dovr\u00e0 avvenire in modo da rafforzare la fiducia dei cittadini, coinvolgendoli direttamente o attraverso le organizzazioni della societ\u00e0 civile per decidere come tale cambiamento debba essere portato avanti. Il Parlamento Europeo, in particolare, ha l\u2019opportunit\u00e0 di creare mezzi di comunicazione continua con i cittadini, che si adattino all\u2019era di internet contraddistinta da un continuo coinvolgimento e dibattito. Nel dibattito sul cambiamento istituzionale non ci dovrebbe essere alcun preconcetto in favore della restaurazione dei poteri ai parlamenti nazionali per affrontare il \u201cdeficit democratico\u201d: n\u00e9 la partecipazione al voto dei cittadini o il tasso di astensione alle elezioni del Parlamento Europeo puntano in maniera inequivocabilea soluzioni \u201cnazionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In terzo luogo, c\u2019\u00e8 bisogno che emerga una voce progressiva unitaria per l\u2019Europa in grado di rappresentare un punto di rottura con le decisioni degli ultimi cinque anni e che questa agisca in maniera realmente transnazionale. L\u2019attuale supremazia del PPE e del PSE nelle politiche europee, e il fatto che entrambi i partiti siano ostacolati a livello europeo dai forti partiti membri nazionali, sta contrastando l\u2019emergere di un\u2019autentica soggettivit\u00e0 europea che possa generare e formulare richieste particolari dei cittadini su scala transeuropea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, e come conseguenza dei punti precedenti, i cittadini europei dovrebbero affrontare queste elezioni come un promemoria del fatto che la politica si fonda sul loro volere, e questo conferisce potere alla gente. \u00c8 questa l\u2019eredit\u00e0 democratica e repubblicana dell\u2019Europa, che \u00e8 ben radicata nella sua popolazione. Sia che avvenga attraverso il voto alle elezioni o la mobilitazione durante il resto dell\u2019anno per esprimere la propria opinione, prendere l\u2019iniziativa per aumentare la solidariet\u00e0 o trovare soluzioni innovative ai problemi della societ\u00e0, i cittadini devono assumersi la responsabilit\u00e0 della societ\u00e0 in cui vivono e agire per cambiarla nel momento in cui viene percepita come inaccettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Articolo: Niccolo Milanese<\/strong><\/em><br \/>\n<em><strong>Traduzione: Benedetta Alpigiani<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il prossimo Parlamento Europeo deve diventare il perno di una nuova struttura democratica per l\u2019Europa.<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4746,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[109],"class_list":["post-4816","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-european-alternatives","tag-democracy-it"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - 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