{"id":4137,"date":"2011-12-14T11:55:47","date_gmt":"2011-12-14T10:55:47","guid":{"rendered":"https:\/\/euroalter.local\/2011\/la-crisi-dell%c2%92euro-per-una-politica-al-passo-coi-tempi"},"modified":"2011-12-14T11:55:47","modified_gmt":"2011-12-14T10:55:47","slug":"la-crisi-dell%c2%92euro-per-una-politica-al-passo-coi-tempi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/euroalter.com\/fr\/la-crisi-dell%c2%92euro-per-una-politica-al-passo-coi-tempi\/","title":{"rendered":"La crisi dell\u0092Euro: per una politica al passo coi tempi"},"content":{"rendered":"<p><em><img decoding=\"async\" style=\"width: 300px; height: 206px;\" alt=\"\" src=\"http:\/\/vm0369.cs05.seeweb.it\/images\/article_uploads\/eurocrisi article.jpg\" \/><\/em><\/p>\n<p>Traduzione: Francesca Lucci<\/p>\n<p>Negli ultimi due anni, i leader degli stati membri dell\u2019Unione europea si sono riuniti sempre pi\u00f9 di frequente per guadagnare tempo utile per rapportarsi in modo pi\u00f9 deciso con la crisi economica che sta inghiottendo la zona euro e pi\u00f9 in generale tutta l\u2019economia europea. Si \u00e8 passato da incontri trimestrali a quelli mensili, fino ad arrivare a conference call settimanali \u2026 ora il preavviso di partecipazione agli incontri tra capi di stato europei non supera i tre giorni\u2026weekend inclusi. Non potrebbe esserci segnale pi\u00f9 chiaro del rischio di fallimento imminente di un sistema politico.<\/p>\n<p>?La decisione di George Papandreu di indire un referendum (poi revocato) sull\u2019ultimo pacchetto di \u201csalvataggio\u201d per la Grecia, in seguito all\u2019intesa raggiunta precedentemente con i leader europei, ha rigettato i mercati finanziati nell\u2019incertezza totale e ha rivelato la limitata capacit\u00e0 politica di cui gli attuali leader europei ancora dispongono. Gli aggiustamenti tecnici per l\u2019economia europea non sono pi\u00f9 sufficienti, il tempo \u00e8 ora scaduto: solo un cambiamento radicale del modo di fare politica potr\u00e0 cambiare il corso degli eventi che rischia di dilaniare il tessuto sociale dell\u2019Europa in un modo che richieder\u00e0 tantissimo tempo perch\u00e9 lo strappo possa essere ricucito.<\/p>\n<p>?La democrazia ha, in un certo senso, recuperato terreno sui leader europei. I segnali nell\u2019ultimo paio di mesi sono stati molti, dalla delibera della corte costituzionale tedesca nei confronti di Angela Merkel, la quale in futuro sar\u00e0 costretta ad ottenere un mandato da parte del Parlamento tedesco prima di esporre la Germania a livello europeo anche e soprattutto dal punto di vista economico, alla d\u00e9b\u00e2cle sul voto slovacco per il piano di salvataggio della zona euro \u2026 per non parlare dell\u2019aumento del numero di manifestazioni pubbliche, accampamenti e occupazioni pacifiche.<\/p>\n<p>?La decisone di ricorrere a un plebiscito pubblico in Grecia pu\u00f2 essere vista come un ultimo disperato tentativo di restaurare un certo grado di democrazia nei processi decisionali, che hanno perso sia il supporto dell\u2019opinione pubblica sia la fiducia dei mercati finanziari. La pressione apportata da Francia e Germania che ha costretto il primo ministro Greco a ritirare il referendum non far\u00e0 altro che incrementare il risentimento pubblico nei confronti del pacchetto della zona euro. Una soluzione duratura alla crisi sar\u00e0 possibile solamente attraverso un ripensamento delle fondamenta su cui si basa la democrazia europea. Di seguito, ecco alcune proposte di azioni da intraprendere sia a breve che a medio termine.<\/p>\n<p><strong>?La BCE come prestatore di ultima istanza<\/strong><\/p>\n<p>?Nell\u2019immediato, per arginare il contagio della crisi del debito sovrano ellenico sar\u00e0 quasi certamente necessario che la Banca Centrale Europea agisca come prestatore di ultima istanza per gli stati della zona euro, cos\u00ec da rendere meno fluttuante il prezzo sui mercati delle obbligazioni statali. Agendo sui mercati secondari, ci\u00f2 sarebbe possibile gi\u00e0 ora senza modifiche al trattato, e metterebbe fine alla situazione scandalosa che vede la BCE concedere prestiti alle banche a un tasso di interesse minimo, per poi invece applicare dei tassi altissimi ai governi. L\u2019obiezione secondo cui cos\u00ec facendo la BCE creerebbe inflazione \u00e8 infondata, avendo gi\u00e0 la BCE concesso dei prestiti alle banche sui mercati secondari sulla base di titoli altamente discutibili, senza nessun impatto evidente sull\u2019inflazione. Il rischio morale di concedere prestiti agli stati \u00e8 inoltre sicuramente minore rispetto al rischio di concedere prestiti alle banche, data la loro esposizione e i loro recenti precedenti.<\/p>\n<p><strong>?Gli Eurobond e il controllo democratico europeo sull\u2019economia ??<\/strong><\/p>\n<p>Nel medio termine, lo stabilimento degli Eurobond e l\u2019apportazione di una serie di modifiche ai trattati europei appare inevitabile e allo stesso tempo desiderabile. Da una parte gli Eurobond, a simbolizzare la solidariet\u00e0 europea e il rilancio dell\u2019economia europea, dall\u2019altra le modifiche al trattato per assicurare il controllo democratico sull\u2019economia.<\/p>\n<p>Sebbene la Germania negli ultimi mesi abbia mosso delle obiezioni legittime ai piani di salvataggio per la zona euro, la base delle loro proteste \u00e8 quella secondo cui \u00e8 ingiusto per le persone (ovvero per i contribuenti tedeschi), che non hanno nessuna voce in capitolo nelle decisioni riguardanti l\u2019economia di un paese (ad esempio la Grecia), pagare per le conseguenze di quelle decisioni. Una rivendicazione simile \u00e8 stata fatta da coloro che protestano contro l\u2019utilizzo del denaro pubblico per salvare le banche: in questo modo, si chiede loro di pagare per una crisi in cui non hanno avuto nessun ruolo n\u00e9 colpa. I due problemi devono essere affrontati insieme e, fintantoch\u00e9 non sar\u00e0 trovata una soluzione, qualsiasi accordo internazionale dipender\u00e0 dal cambiamento delle situazioni politiche nazionali, non offrendo cos\u00ec nessuna sicurezza in un\u2019economia europea integrata.??La democrazia \u00e8, tra le altre cose, il modo migliore per assicurare responsabilit\u00e0 e trasparenza. Sono necessari un maggior controllo democratico sull\u2019economia e la fine del dogma neoliberale secondo cui essa debba essere indipendente rispetto a qualsiasi controllo o regolamentazione politica. Allo stesso tempo, il controllo democratico sull\u2019economia europea deve avere realmente uno stampo europeo: non \u00e8 pi\u00f9 politicamente o socialmente sopportabile che i decisionisti eletti nazionalmente o i gruppi di opinione nazionali prendano decisioni che hanno impatti enormi per altri all\u2019interno dell\u2019Unione Europea. L\u2019autorit\u00e0 economica europea deve essere direttamente europea per i cittadini europei e non pi\u00f9 frammentata attraverso istituzioni nazionali le quali creano una nebbia istituzionale, impedendo cos\u00ec una riflessione efficace sul bene comune europeo.??L\u2019unica alternativa per incrementare il controllo democratico sull\u2019economia, in un tipo di economia come quella europea, \u00e8 imporre una camicia di forza istituzionale che limiti le scelte politiche nazionali e, pi\u00f9 probabilmente, favorire maggiormente le ricche economie europee creditrici rispetto ai fragili paesi debitori. Il rafforzamento di quello che in linea di principio era un\u2019inflessibile camicia di forza, il Patto di stabilit\u00e0 e crescita, non solo rappresenta un approccio incauto a imparare da una crisi (dove la flessibilit\u00e0 \u00e8 esattamente ci\u00f2 che viene richiesto), ma sar\u00e0 percepito come un\u2019imposizione dai cittadini e non ci sar\u00e0 per questo nessuna garanzia sulla sua tollerabilit\u00e0. ?<\/p>\n<p><strong>Un\u2019agor\u00e0 dei cittadini per un nuovo patto sociale<\/strong><\/p>\n<p>??Per raggiungere quel cambiamento necessario alla democrazia europea, il processo di modifica del trattato dovr\u00e0 essere considerabilmente diverso rispetto all\u2019esperienza dei trattati di Nizza e di Lisbona. L\u2019\u00e9lite europee non possono pi\u00f9 autonomamente disegnare un nuovo trattato\u00a0 e aspettarsi che l\u2019opinione pubblica lo approvi totalmente. Abbiamo gi\u00e0 visto i risultati di questo approccio, anche in condizioni molto pi\u00f9 favorevoli. Il processo non deve solo avere legittimit\u00e0 politica, ma coinvolgere i cittadini sin dall\u2019inizio. Infatti, per istituire una cittadinanza europea che concepisca se stessa come un\u2019unica comunit\u00e0 politica, con i cittadini disposti ad agire per sostenersi l\u2019un l\u2019altro e a prendere decisioni condivise avendo istituzioni politiche comuni che permettono loro di farlo, garantendo al tempo stesso i loro diritti fondamentali e sociali, sarebbe meglio iniziare con una riflessione pubblica realmente transeuropea su larga scala, che coinvolga le ONG e i cittadini stessi cos\u00ec come i politici e i funzionari di tutta Europa in modo da poter decidere un nuovo patto sociale per un\u2019economia solidale. Questa riflessione transeuropea potrebbe essere chiamata \u201cagor\u00e0\u201d e andrebbe infine concretizzata nel Parlamento europeo.<\/p>\n<p>?Il processo di modifica del trattato sollever\u00e0 delle questioni difficili, non ultima quella riguardante lo status di quei paesi che ancora si mostrano reticenti verso un impegno pi\u00f9 deciso a favore dell\u2019integrazione europea, come la Gran Bretagna che prevede un referendum per l\u2019approvazione dei nuovi trattati. Esiste gi\u00e0 un\u2019Europa a pi\u00f9 velocit\u00e0 in alcune aree di integrazione: la Gran Bretagna e la Polonia non hanno aderito alla Carta dei Diritti Fondamentali; l\u2019area Schengen comprende 25 stati membri e non dell\u2019UE, e questi sono solo alcuni esempi. Ulteriori modifiche al trattato dovrebbero permettere l\u2019estensione di questa logica di cooperazione potenziata nella gestione dell\u2019economia e nel suo controllo democratico. Sebbene si ritenga che l\u2019interesse principale dei popoli di tutti gli stati dell\u2019Unione sia quello di essere il pi\u00f9 integrati possibile, in modo da superare la reticenza a collaborare di alcuni stati e chiarire la situazione per tutti, queste questioni devono essere ulteriormente trattate ed infine risolte. L\u2019indecisione sta avendo sia un costo finanziario piuttosto tangibile sia un ancor pi\u00f9 critico costo democratico, ravvisabile nel distacco da tutte le istituzioni politiche e nella crescente sfiducia verso le stesse.<\/p>\n<p>?Altre decisioni difficili riguarderanno come il Parlamento europeo, o un sistema di Parlamenti europei, eserciteranno il loro controllo democratico sull\u2019economia europea, e pi\u00f9 in particolare sull\u2019autorit\u00e0 e sullo scrutinio democratico della BCE.<\/p>\n<p><strong>?Un Congresso per il Cambiamento??<\/strong><\/p>\n<p>Noi cittadini d\u2019Europa abbiamo bisogno di sentire che possiamo prendere parte alla ridefinizione della politica europea. Laddove i leader nazionali stanno fallendo, i cittadini hanno sia il diritto che la responsabilit\u00e0 di agire per preparare la strada alla nuova politica che sostituir\u00e0 quella attuale. European Alternatives, insieme a molte altre organizzazioni, \u00e8 impegnata in questa direzione. Con questi obiettivi in mente, European Alternatives convocher\u00e0 un Congresso per il Cambiamento presso il Parlamento europeo il 30 novembre, come inizio di un processo che proseguir\u00e0 in tutto l\u2019arco del 2012.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi due anni, i leader degli stati membri dell\u2019Unione europea si sono riuniti sempre pi\u00f9 di frequente per guadagnare tempo utile per rapportarsi in&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":4891,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4137","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-european-alternatives"],"acf":[],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v24.6 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>La crisi dell\u0092Euro: per una politica al passo coi tempi - 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